Come conquistare una donna


La donna è da sempre l'argomento prediletto del maschio, la referente del suo desiderio, la depositaria delle bramosie e dei pensieri più reconditi e pruriginosi. Si abbocca come pesci all'amo all'incedere elegante di una donna, ad un accavallar di gambe, ad un seno che preme contro una camicetta, ad una caviglia che affiora da uno sportello aperto, prima che il tacco tocchi la superficie dell'asfalto. Non è squisitamente una questione di bellezza. Certo, la bellezza di una donna salta all'occhio, impossibile che passi sotto traccia, non osservata; ma non è affatto vero che essa - la bellezza - sia il solo viatico per sedurre un uomo. Il punto è che la donna è una dimensione, tutto un mondo che si apre oltre l'impatto visivo. E' la proposizione di quel mondo - così diverso da quello semplice e lineare del maschio - che la rende così irreversibilmente attraente. La prima attitudine che un uomo deve sviluppare - se vuole avere accesso a questo mondo ed eventualmente registrare un successo personale - è la cura, al limite del maniacale, del dettaglio. Deve affinare la propria vista, innanzitutto, catalogando con scrupolosità di archivista ogni particolare, rubricando ogni piccola minuzia, anche impercettibile, dal taglio degli occhi, alla piega della bocca mentre abbozza un sorriso, o mentre atteggia le labbra a broncetto concentrandosi su qualcosa, dalla cura usata nell'abbigliamento al modo in cui muove le mani. Insomma, è necessario inventariare, schedare tutto ciò che cattura la nostra attenzione, al fine di non lasciarlo evaporare dopo che abbia impresso in noi l'orma di un piacere comunque effimero. E' importante perché questi sono gli input necessari ad introdurci nel mondo femminile. Ma non è soltanto una questione di vista. Indispensabile è sviluppare le potenzialità del nostro udito, incamerare il rumore dei passi, il fruscio degli abiti che scendono o risalgono sulla pelle,ma anche prestare attenzione ai rumori quotidiani, mentre lei traffica con oggetti giornalieri, il modo in cui li maneggia e si muove tra essi. Similmente, bisognerà allenare il nostro olfatto, percepire odori e afrori che aleggiano intorno alla donna, dare un nome al suo proumo e saperlo riconoscere sempre e in ogni circostanza. L'odore è ciò che ci caratterizza, che ci rende riconoscibili, ed è attraverso l'odore, che si inacidisce di ormoni in particolari situazioni, che due sessi si attraggono e si cercano (a conti fatti, permane in noi, al di là di tutto, una sostanza schiettamente animale - e animalesca). Tutto ciò costituisce la polpa pulsante della sensualità di una donna - che solo in seconda istanza si concretizza in atto volontario, in volontà di sedurre. Bene, pertanto, essere allenati e pronti a coglierne le vibrazioni, perché la seduzione è un gioco che si produce in due, rinnega i monologhi. Quindi avere coscienza dei propri sensi - primari strumenti di conoscenza - ed usarli al massimo delle loro potenzialità. Vista e udito prima di tutto, si diceva, appunto perché, tra i sensi a nostra disposizione, sono quelli che agiscono a distanza, che presuppongono ancora due campi separati, non ancora in contatto. Quando ciò avverrà, interverranno il gusto e il tatto. Nel mezzo deve esserci l'attenzione e l'interesse per ciò che fa e ciò che dice, nonché per come lo fa e come lo dice, specialmente per certi tipi di donne, più perverse e puttane delle altre. E' grazie a questo che si entra in contatto col mondo interiore della donna, con i suoi pensieri, con la sua immaginazione. Dobbiamo diventare materia porosa, cartina tornasole pronta a ricevere impressa su di essa le impronte di chi vogliamo conquistare. La gamma di stratagemmi a disposizione di una donna per sedurre un uomo è davvero enorme e prende in carico ogni aspetto della sua persona, da quello fisico a quello caratteriale. Quindi più se ne sa, più le si studia, più ci si avvicina al mondo femminile con piglio di studiosi e maggiori possibilità si avranno di accedere alle loro grazie. Questo non significa affatto reprimere il proprio istinto in favore della ragione fredda e calcolatrice, abortire l'impulso all'abbandono per scegliere un atteggiamento cinico e pragmatico. Niente di tutto questo. Ciò che qui si vuol suggerire è un affinamento delle proprie capacità di conquista, che tiene in gran conto tutta una grammatica di gesti, di parole, di immagini al fine di creare un gioco con la donna nel quale niente vada perduto, niente venga ritenuto poco importante. Un modo per esaltare entrambe le persone in gioco, dando un crescente valore alle personalità di ciascuno dei due. Un gioco di seduzione è la strada più intrigante e piacevole per la conoscenza e per tenere vivo un rapporto che sostanzialmente si costruisce su un interesse costante per l'altra persona. E' la strada che porta alla stima, al rispetto, alla fiducia, a quei capisaldi insomma sui quali si avvita l'amore sussistente tra una coppia. I sentimenti sono importantissimi, fondamentali, per cui è necessario tenerli sempre palpitanti, e il modo più efficace per questo è quello di farli fermentare sulla fiamma della passione, dell'attrazione reciproca, del desiderio. Mantenere una conquista, tenere legato a sé un uomo o una donna, è operazione molto più complessa e difficile del conquistare e sedurre nella prima fase della conoscenza. Mai dare per scontata l'altra persona. Questo dovrebbe essere una specie di assunto, di dogma da tenere sempre presente. Nel momento in cui l'altro diventa per noi un libro aperto, che non sa più stupirci, quotidiano e ortodosso, privo di effervescenza ecc., stiamo ponendo le basi per un inaridimento sentimentale che porterà alla desertificazione di quel magma passionale del quale si ha necessario bisogno, come l'aria che respiriamo. Questo è da evitare nel modo più assoluto, perciò avere cura di sé e dell'altro, educarci ad un'ars amatoria che ponga l'altro al centro dei nostri pensieri, diventa fondamentale. Detto questo, non gioverebbe certo fare generalizzazioni, ma è pur vero che l'immaginario erotico di un uomo è molto più semplice di quello di una donna. Esiste un cliché ben codificato nella storia del maschio, che, si diceva poc'anzi, ha una struttura piuttosto semplice e facilmente infiammabile allorché la donna, con sapienza e malizia studiate, pizzica le corde più sensibili del suo immaginario e dei suoi più reconditi istinti animali. L'esca più facile da usare, in tal senso, è l'abbigliamento. Non si vuole alludere qui necessariamente ad una mise ostentata, al limite della decenza (per quanto anche questa risulti avere un suo ruolo in particolari circostanze), bensì ad uno stile femminile che lasci alla vista del maschio una valutazione complessiva del corpo, esaltato nelle parti migliori, nei pezzi forti diciamo.

Un pantalone aderente, stretto sui fianchi, in modo che la rotonda prepotenza del sedere venga fuori nel suo splendore, una scollatura ben studiata, con porzioni di seno che s'intravvedono allorché un movimento all'apparenza casuale procura un vuoto tra la camicia e il petto, le trasparenze di una calza, un tipo di scarpe che slancia le gambe o che scopre le dita dalle unghie smaltate, sono solo alcuni esempi - e tra i più evidenti - di esche lanciate al maschio eccitato - che nella stragrande maggioranza dei casi finisce con l'abboccare. Siamo nella fase in cui, si diceva, la vista e l'udito spadroneggiano. I sensi dell'uomo si allertano, le pupille si sgranano sulla carne che la donna gli dà modo di vedere, e l'immaginazione si mette in moto frenetica, producendo immagini impervertite dal desiderio e dalla voglia. Il suggerimento è quello di registrare tutto, magari riportandolo in un notes per non dimenticarlo, farne materiale sia per un uso privato sia da utilizzare in un'ottica di avances. Alla donna piace essere raccontata, adora che qualcuno noti non solo come si presenta, ma anche i suoi vezzi, le sue movenze, i suoi piccoli tic. Ogni aspetto della donna è eroticizzabile, ogni cosa le graviti intorno ha potenzialmente una carica di sensualità che se gestita al meglio può aprire orizzonti che entrambi ignorano all'inizio. Quando poi, dopo un progressivo restringimento delle distanze, attraverso la pratica dell'elogio, dell'adulazione. A tal proposito è consigliabile avere sotto mano un bel po' di poesie ad hoc, o, se si ha un minimo di dimestichezza, elaborare testi lirici di propria mano, che pongano la donna che vogliamo conquistare al centro dei nostri pensieri - non esclusivamente lubrici), degli inviti a cena o in teatro, e quant'altro si possa offrire come contesto alla reciproca conoscenza, si arriverà al dunque, entreranno in gioco il tatto e il gusto. Ma a quel punto lì il gioco della seduzione sarà più che avviato, il terreno arato e seminato a sufficienza... si tratterà di raccogliere i frutti del nostro esserci messi in gioco. Tutta la fase preliminare ha un'importanza capitale, perché ci dà modo di capire chi abbiamo di fronte e di immaginare, con buon margine di realtà, come ci si dovrà comportare nel fatidico momento in cui il nostro desiderio troverà il tanto agognato sfogo. A quel punto, non avremo dubbi sulla scelta del luogo, ad esempio, e su tutto uno spettro di preferenze sessuali che dovremo esser pronti a soddisfare.

Per la donna il contesto, l'eccitazione procurata dal contorno, è di un'importanza sicuramente maggiore rispetto all'uomo, per cui su quello non dobbiamo concederci errori. La prima volta può capitare ovunque, e sarà la diretta conseguenza di quanto i due avranno messo in campo. Non è affatto detto che il letto sia lo spazio prescelto per inscenare i propri amplessi. Da come i due si saranno mossi, dipenderà la scelta di quel primo luogo. Tuttavia, appena se ne avrà modo, sarà necessario che l'uomo metta tutto se stesso nell'adorare il corpo della donna come se fosse un'opera d'arte, fare l'amore con ogni singola parte di quel corpo, conoscere a perfezione i punti erogeni, essere instancabile nell'utilizzo della lingua, che deve ricreare contorni, scivolare in ogni anfratto, esaltare ogni curva, colmare ogni fossetta, scivolare sulla carne come seta bagnata, colmarsi i palmi di carne sempre più surriscaldata, portare la propria donna ad un punto di eccitazione tale da farla aprire totalmente. A quel punto, la penetrazione altro non sarà che la fusione di due corpi in uno solo, un miscuglio di umori e di sapori, di denti che cozzano, lingue che si succhiano, di baci scroscianti come temporali (baciare è un'altra fase di estrema importanza - teniamolo a mente, perché alla donna piace tanto essere baciata). I sentimenti, l'amore nascono in quel preciso momento. O meglio, in quel momento di magia si rafforzano, lì trovano la linfa vitale per crescere rigogliosi e forti, come piante. Per questo occorre tenere sempre viva la passione, fare di tutto affinché scorra fluente nelle nostre vene, in modo da tenere in piedi una relazione sentimentale che, gioco forza, col passare del tempo attraverserà mille e più difficoltà. In bocca al lupo!